Algoritmo Google, guida alla sopravvivenza agli aggiornamenti dal 2011 a oggi (2018)

Google fa aggiornamenti continui al proprio algoritmo di indicizzazione. Qualche volta questi aggiornamenti sono previsti, mentre altre volte nessuno ne sa niente.

In ogni caso gli Update di Google sono uno dei maggiori incubi di ogni SEO Specialist, perché a seconda dell’aggiornamento potresti ritrovarti in ultima posizione in una sola notte!

Ho trovato questa lista di sopravvivenza nel post di Aleh Barysevich, A cheat sheet to Google algorithm updates from 2011 to 2018, che oggi ti ripropongo qui sotto (tradotto e arricchito di mie piccole modifiche/pensieri).

Panda

Panda è stato il primo aggiornamento che Google ha inserito nel 2011. Lo scopo di questo aggiornamento era quello di migliorare i risultati di ricerca per riuscire a dare agli utenti risultati di qualità più alta. Il Panda da una parte ha segnato l’inizio della “SEO complessa” e dell’altra la necessità di avere uno specialista SEO preparato.

Focus primario di Panda

  • contenuti duplicati
  • keyword stuffing
  • contenuti irrilevanti
  • spam

Pratiche migliori per il Panda

Innanzi tutto bisogna evitare i contenuti duplicati. Quindi evitare di fare categorie o pagine clone di altre pagine presenti su altri siti ma anche sul tuo sito. Inoltre è fondamentale gestire in maniera ottimale il canonical.

Non solo, evita di duplicare anche i tag title e description. Ogni pagina deve essere unica.

Evita pagine di 3 parole. Se vuoi creare una pagina fai in modo di scrivere un testo utile.

Infine evita di rimpinzare ogni pagina con la parola chiave che ai trovate grazie al suggest.

In poche parole: pensa all’utente!

Penguin

Penguin è stato lanciato nel 2012 è il secondo passo di Google verso la lotta allo spam. In poche parole, lo scopo principale dui qesto algoritmo era (e lo è tuttora) eliminare i siti con link in entrata manipolativi. Proprio come Panda, Penguin è anche diventato parte dell’algoritmo core di Google dal 2016. Quindi, ora funziona in tempo reale, dando costantemente un’occhiata al tuo profilo di backlink per determinare se c’è qualche link spam.

Focus primario di Penguin

  • link da siti di spam
  • link da siti con temi non affini
  • link a pagamento
  • link con anchor text eccessivamente ottimizzati

Pratiche migliori per il Penguin

La prima cosa da fare è identificare i link in entrata dannosi e pericolosi. Ogni software ha delle proprie formule per valutare la benevolenza di un link. SEO SpyGlass invece utilizza la stessa formula di Penguin, quindi è (forse) uno dei più affidabili.

Dopo aver individuato i siti spam che ti stanno linkando prova a richiedere la rimozione dei link contattando i webmaster dei siti che ti linkano. Ma se hai a che fare con tonnellate di link dannosi o se gli webmaster che hai contatto non ti considerano l’opzione migliore è di rinnegare i link usando lo strumento Rifiuta Link di Google.

Ti consiglio anche di monitorare continuamente i tuoi link in entrata. Se noti una crescita insolita potrebbe trattarsi di qualche link spam da eliminare al più presto.

EMD

L’Exact Match Domain (EMD) è un aggiornamento del 2012 che si occupa dei siti con dimini a corrispondeza esatta ma con contenuti scarsi e poco valevoli per l’utente.

Focus primario di EMD

  • siti con nomi a dominio a corrispondenza esatta ma con contenuti scarsi

Pratiche migliori per EMD

Non c’è niente di sbagliato nell’usare un dominio a corrispondenza esatta. Esatti in certi progetti è assolutamente valevole questo tipo di dominio. L’importante è avere contenuti di qualità. Se hai delle pagina di scarsa qualità non le rimuovere, migliorale.

Pirate

Ci sono stati dei giorni in cui siti con contenuti totalmente derubati e copiati da altri riuscivano a posizionarsi ai primi posti delle SERP. Sempre nel 2012 Google ha lanciato il Pirate, un aggiornamento che penalizzava i siti web con una gran quantità di contenuti rubati.

Focus primario di Pirate

  • siti che violano il Copyright

Pratiche migliori per il Pirate

La cosa migliore che puoi fare è pubblicare contenuti orginali e non usare contenuti che violano il copyright.

Se invece ti accorgi che qualcuno sta rubando i tuoi contenuto puoi fare una segnalazione a Google il quale verificherà con il proprio team legale. Per fare la segnalazione puoi usare lo strumento per la Richiesta di Rimozione Contenuto.

Hummingbird/RankBrain

A partire dal 2013, Google ha lavorato molto per migliorare il livello di comprensione della ricerca. Prima con Hummingbird e poi, nel 2015, con RankBrain. Questi due aggiornamenti si completano a vicenda in quanto entrambi servono per interpretare l’intento di ricerca dietro una determinata query. Tuttavia, Hummingbird e RankBrain differiscono un po’ tra loro.

Hummingbird si occupa della comprensione delle query di ricerca (in particolare frasi lunghe e conversazionali piuttosto che singole parole chiave) e fornisce risultati di ricerca che corrispondono all’intento di ricerca.

RankBrain è un sistema di apprendimento automatico in aggiunta a Hummingbird. Sulla base di dati storici sul comportamento degli utenti precedenti, aiuta Google a elaborare e rispondere a domande non familiari, uniche e originali.

Focus primario di Hummingbird/RankBrain

  • parole chiave long tail
  • query di ricerca non familiari
  • linguaggio naturale
  • user experience

Pratiche migliori per il Hummingbird/RankBrain

È una buona idea espandere la ricerca per parole chiave prestando particolare attenzione alle ricerche correlate e ai sinonimi per diversificare i contenuti. Piaccia o no, ma i giorni in cui si poteva fare affidamento esclusivamente su termini short-tail di Google AdWords sono finiti.

Inoltre, con la crescente capacità dei motori di ricerca di elaborare il linguaggio naturale, il fraseggio innaturale, specialmente nei titoli e nelle meta description può diventare un problema.

Non dimenticare che è fondamentale lavorare per migliorare l’esperienza dell’utente. È un’attività win-win in quanto fornirai ai tuoi utenti un’esperienza migliore e non sarà sottovalutato nelle SERP. Tieni d’occhio le metriche relative all’esperienza utente delle tue pagine in Google Analytics, in particolare la frequenza di rimbalzo e la durata della sessione.

Pigeon/Possum

Sia Pigeon che Possum lavorano sulla SEO Local e sono stati creati per migliorare la qualità dei risultati di ricerca locali. L’aggiornamento di Pigeon, lanciato nel 2014, è stato progettato per legare l’algoritmo di ricerca locale di Google più vicino a quello principale. Inoltre, posizione e distanza hanno iniziato a essere prese in considerazione durante la classificazione dei risultati di ricerca.

Due anni dopo, quando è stato lanciato l’aggiornamento Possum, Google ha iniziato a restituire risultati di ricerca più vari a seconda della posizione fisica del ricercatore. Fondamentalmente, più ti avvicini all’indirizzo di lavoro, più possibilità hai di vederlo tra i risultati locali. Vale la pena ricordare che Possum ha anche potenziato in qualche modo le attività commerciali situate al di fuori dell’area fisica della città.

Focus primario di Pigeon/Possum

  • aumentare la visibilità di siti web più autorevoli e ben ottimizzati nei risultati di ricerca locali
  • mostrare maggiormente risultati di ricerca più vicini alla posizione fisica del ricercatore

Pratiche migliori per il Pigeon/Possum

Per essere incluso nell’indice locale di Google, assicurati di creare una pagina di Google My Business per la tua attività commerciale locale.

Puo essere valevole usare anche chiavi geografiche come “parrucchiere roma” o “estetista milano” all’interno delle pagine del tuo sito.

Fred

Google Fred è il nome non ufficiale di un altro aggiornamento di Google che penalizza siti Web con una monetizzazione eccessivamente aggressiva. L’algoritmo è alla ricerca di annunci eccessivi, contenuti di basso valore e siti Web che offrono pochissimi vantaggi all’utente. I siti web che non hanno altro scopo che generare entrate anziché fornire informazioni utili sono penalizzati duramente.

Focus primario di Fred

  • monetizzazione aggressiva
  • annunci fuorvianti o ingannevoli
  • ostacoli e problemi dell’esperienza utente
  • scarsa compatibilità mobile
  • contenuti troppo brevi

Pratiche migliori per Fred

Non è sbagliato inserire banner pubblicitari sul tuo sito. L’importante è non esagerare, e quindi non avere troppi banner in una sola pagina ed evitare pubblicità invasive che minano la navigazione e l’utilizzo del sito.

Mobile Friendly Update/Mobile-first indexing

Il Mobile Friendly Update (2015), noto anche come Mobilegeddon, è stato progettato per garantire che le pagine ottimizzate per i dispositivi mobili siano in posizioni migliori se la ricerca viene fatta da smartphone. Quest’anno Google ha introdotto inoltre il Mobile-first indexing in base alla quale ha iniziato a indicizzare le pagine con l’agente smartphone. Inoltre, i siti web che hanno solo versioni desktop sono stati penalizzati.

Focus primario di Mobile Friendly Update/Mobile-first indexing

  • Tutti i siti, sia quelli ottimizzati per il mobile che quelli non ottimizzati

Pratiche migliori per Mobile Friendly Update/Mobile-first indexing

Se sei curioso di sapere se il tuo sito è stato migrato o meno al mobile-first-indezing, controlla la tua Search Console. Se non hai ricevuto una notifica, significa che il tuo sito web non è ancora incluso nel mobile-first-indexing. Inoltre, assicurati che il tuo file robots.txt non impedisca al bot di Google di eseguire la scansione delle tue pagine.

Se non hai ancora adattato il tuo sito web per dispositivi mobili è il momento di farlo. Ci sono alcune configurazioni di siti web per cellulari tra cui scegliere, ma la raccomandazione di Google è un design reattivo. Se il tuo sito web è già adattato per dispositivi mobili, esegui il test per dispositivi mobili per verificare se soddisfa gli obiettivi di Google.

Page Speed Update

Il Page Speed Update è stato lanciato a luglio di quest’anno, e ha finalmente reso la velocità di caricamento della pagina un fattore di ranking per i dispositivi mobili. Secondo questo aggiornamento, i siti web più veloci dovrebbero posizionarsi più in alto nei risultati di ricerca.

Focus primario del Page Speed Update

  • Siti lenti con un ottimizzazione scarsa

Pratiche migliori per il Page Speed Update

Sono 9 fattori che influenzano il punteggio di ottimizzazione dichiarati ufficialmente da Google. Quindi, dopo aver analizzato la velocità del tuo sito mobile e individuato i suoi punti deboli, considera queste 9 regole per il miglioramento del punteggio di ottimizzazione.

  1. Cerca di evitare (per quanto possibile) il numero di redirect
  2. Riduci le dimensioni del file attivando la compressione
  3. Migliora i tempi di risposta del tuo server
  4. Implementa la gestione della cache
  5. Riduci risorse (HTML, CSS, JavaScript)
  6. Ottimizza le immagini
  7. Ottimizza il rilascio del CSS
  8. Dai la preferenza ai contenuti visibili
  9. Rimuovi JavaScript di blocco del rendering